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PARADOSSALI MA CHIARE LE IMPLICAZIONI DELLE LINEE GUIDA
29/09/2011 -
Prima delle NTC, tutte le travi tralicciate venivano calcolate e prodotte in regime di produzione occasionale, quindi trattate normativamente (a seguito di una serie di Pareri rilasciati dal CSLLPP) come una qualunque struttura (in acciaio, in cemento armato o mista) ed era il Progettista che si assumeva la responsabilità di scegliere gli algoritmi da utilizzare di volta in volta. Pertanto i Progettisti utilizzavano gli stessi algoritmi (dell’acciaio per la prima fase e del cemento armato per la seconda fase dove applicabili, così come da Pareri del CSLLPP) andando a considerare la collaborazione sia a flessione che a taglio del calcestruzzo per tutte le categorie strutturali di travi.
Oggi, con le NTC e le relative Linee Guida, le travi tralicciate sono state suddivise in tre categorie strutturali, dove il modello taglio resistente del cemento armato è ammesso solo per le travi ricadenti nella categoria b) e c), mentre è escluso per le travi di categoria a)
- le travi realizzate con acciaio nervato sono confluite direttamente e senza variazioni nella categoria b)
- le travi realizzate con acciaio liscio e/o con una combinazione di acciaio liscio/nervato sono confluite nella categoria c)
- nessuna delle travi realizzate ante NTC rientrava nella categoria a)
Paradossalmente, quindi:
- tutte le Travi PREM prodotte e commercializzate da 45 anni secondo i brevetti originari sono confluite nei “materiali non tradizionali” della categoria c)
- tutte quelle prodotte con acciaio nervato sviluppate negli ultimi vent’anni sono confluite nella categoria b) del cemento armato e, se corredate di un fondello prefabbricato in cls, ricadono direttamente nella UNI EN 13225 e quindi nella marcatura CE.
Per converso, con le NTC, sono state inserite nel mercato, con tutti i marchi commerciali operanti nel settore compresi i più antichi e blasonati, delle Travi PREM del tutto nuove con caratteristiche adeguate a rientrare nella categoria a).
In sintesi:
- Le travi nervate che fanno riferimento al c.a., le più recenti, rientrano nella categoria b) dei materiali tradizionali;
- Le travi che fanno riferimento ai brevetti originari, le più antiche, entrano nella categoria c) dei materiali non tradizionali;
- Le travi con il marchio più antico , entrano nella categoria a) cioè di quelle più nuove, rinunciando quindi ai loro principi originari e alla loro ottimizzazione.
Con la pubblicazione delle Linee Guida è così ripartita la produzione delle travi di categoria c), le più performanti, quelle che sfruttano al massimo le potenzialità dei materiali presenti ma soprattutto la sinergia tra di essi, cioè la collaborazione tra acciaio e calcestruzzo. Forti del loro quasi cinquantennale impiego possono ora contare sulla vastissima documentazione di ricerca sviluppata in sede Assoprem, oltre alle “Raccomandazioni per la progettazione e l’esecuzione di Travi Prefabbricate Reticolari Miste” sviluppate dal Gruppo di Lavoro Nazionale presso il CIS-E. Tutta questa documentazione, presentata al Servizio Tecnico Centrale, costituisce il presupposto per le travi di categoria c) per ottenere l’autorizzazione prevista dalle Linee Guida.
E’ facile prevedere quindi la naturale estinzione delle travi di categoria a), mano a mano che riprenderà la produzione delle più efficienti travi di categoria c).